Quei Colpi di Lupara

Chi era Peppe Tizian, uomo e padre?

Un instancabile sognatore, ma con i piedi sempre per terra. Affettuoso e duro quando serviva. Amante delle moto e dei motori. Sentiva la giustizia sociale come un principio da cui la società non poteva prescindere. Come padre per i pochi anni che mi ha tenuto per mano è stato capace di trasmettermi coraggio e onestà. E con la sua morte mi ha insegnato a resistere.

Il 23 ottobre 1989, a colpi di lupara, veniva assassinato tuo padre, Peppe Tizian mentre da Locri rientrava a Bovalino dopo una giornata di lavoro. Quanti anni avevi? Cosa ricordi o cosa ti è stato raccontato di quella sera?

Avevo 7 anni, ricordo poco e niente. Immagini confuse, una nebulosa di ricordi. Ricordo che mi è stato raccontato subito come un incidente, poi la verità. Terribile. (IoMiChiamoGiovanniTizian)

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Giovanni Tizian

Giovanni Tizian mi è molto simpatico. E’ una persona riservata, è timido, educatissimo ed è quello che si immagina possa essere un giornalista della vecchia scuola. Sul posto di lavoro è un secchione: studia tutto, ogni particolare, ricorda a memoria gli atti processuali ed è una miniera di informazioni, un’enciclopedia viaggiante. Basta leggere qualche pagina di Gotica che ti accorgi con chi hai a che fare: uno serio, scrupoloso, un lavoratore in profondità.

Oggi, dopo indagini che proseguivano da tanti mesi, è stato arrestato Nicola Femia (sospettato di essere un importante boss della ‘ndrangheta) e Guido Torello. Tra gli elementi che hanno portato all’arresto dei due (insieme ad alti 17 sospetti membri di ‘ndrine) c’è un’intercettazione resa nota dagli inquirenti che lascia basiti. Si fa riferimento esplicito agli articoli che Giovanni stava scrivendo sulla “Gazzetta di Modena” sul racket del gioco d’azzardo. “O la smette o gli sparo in bocca“, dice Torello. La registrazione è agghiacciante, ma lo è ancora di più se si considera la storia di questo ragazzo che ha vissuto braccato dalla violenza mafiosa. Prima con il rogo della fabbrica del nonno, che si opponeva al poteri criminale della Locride e non voleva pagare il pizzo, poi nella forma più tragica, quando era ancora un bambino di 7 anni e non vide più tornare a casa il padre, vittima di un agguato di ‘ndrangheta.

Cosa si può dire di fronte a una storia come questa? Coraggio! Non mollare: una vita migliore è possibile perchè le mafie si possono sconfiggere. Sì si può provare a dire qualcosa di questo genere… Ma, quasi sempre, è lui che incoraggia e sostiene chi lo guarda sgomento e senza parole. Lui che usa la parola scritta sul blog, sul giornale, sui libri. Ora anche in Germania, dove la ‘ndrangheta ha colpito a Duisburg e dove la versione tedesca suo libro sta vendendo molto bene.

Lui e la sua compagna sono persone notevoli condannate a non rientrare nella loro abitazione in modo spensierato, c’è sempre un agente che mette la chiave nella toppa, che entra in casa prima di loro per controllare che tutto sia a posto. C’è sempre qualcuno che li accompagna sotto casa quando vanno a cena dagli amici. Sì un’altro modo di vivere c’è e oggi, con l’arresto di chi voleva sparare in bocca a questo ragazzo, c’è anche una speranza in più.

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Un 6X3 Per Youtube

I buoni inni non sono belle canzoni, quando lo sono stati si è trattato di incidenti (Mi fido di te aveva portato bene a Walter Veltroni a Roma per il suo secondo mandato da sindaco e per scaramanzia se l’è portato dietro nella maratona elettorale del 2008, ma è un’eccezione). Francamente La Canzone Popolare dell’Ulivo (scelta a suo tempo da Gianni Cuperlo) non era il massimo nella capacità di trascinare le masse, anche se a forza di ascoltarla ci ha un pochino scaldato. Vedremo che effetto farà Inno di Gianna Nannini, appena adottato da Bersani. Il Post ha fatto una rassegna minima che dimostra che il genio politico italiaco è avanti anche in questo campo… Ma un capitolo particolare dovrebbe essere dedicato a quelli adottati da Silvio Berlusconi. I testi, in qualche caso composti direttamente da lui, come nel caso del primo inno di Forza Italia, insieme alla musica da jingle pubblicitario sono stati una parte importante nell’apparato promozionale del leader – imprenditore televisivo. L’ultimo inno del PDL, poi, è un vero e proprio manifesto politico e ideologico. E’ su youtube l’equivalente dei 6X3 con cui aveva tappezzato l’Italia nel 2001, le strofe sono il tantra delle idee del berlusconismo maturo. Per i più curiosi i testi sono la sintesi dei comizi che Berlusconi non farà e sono frasi buone da usare al bar. C’è poi l’aspetto cromatico, come mi twitta @cpetruccioli dei NO sullo sfondo rosso, ma qui siamo alla raffinatezza assoluta dell’osservatore esperto. Sono curioso di vedere quale operazione di marketing virale saranno in grado di mettere in piedi i guru berlusconiani della rete.

Inno

Video

Quindi Gianna Nannini ha scritto e interpretato un brano che accompagnerà il PD nella sua campagna elettorale. L’ho letto su Il Post. Si chiama Inno. Ai primi ascolti non entra molto in testa, ma speriamo soprattutto che repetita iuvant. Il testo dice, tra l’altro:

Mi ricordo di te ti raggiungo ad occhi chiusi / mi ricordo di te per la strada mi incontrerai / mi ricordo di te ogni estate sono qua / mi ricordo di te tu sorridi e mi dici ciao / che bello è vivere / se vivere è per te / ora soffia il vento e soffia via con te 

Insomma non ci si può lamentare di tutto… Ascolteremo fiduciosi. Una volta, quando ero del PDS varammo con tutti gli onori un bel brano che doveva diventare il nostro inno. Lo aveva composto Ennio Morricone. Qualcuno lo ricorda? Si intitolava “Un Canto”… Speriamo che non sia affine ad “Inno” per il passaggio nel dimenticatoio…

 

You Belong To Me

In effetti è un po’ surreale che la canzone che preferisco di Bon Dylan non sia di Bob Dylan, ma da quando l’ho sentita la prima volta in quel film che mi ha fatto male per la violenza e la durezza (Natural Born Killers) ne sono innamorato. E’ un Dylan languido e eccentrico, dolce e forte, minimale e ricchissimo. Un Dylan suggestivo che toglie tutta la melassa di questo brano, ma nel contempo è DYLAN: innovativo, tagliente, ambiguo e morbosamente languido. Ho cercato quel brano ovunque, per vedere in che album fosse inserito, ma è solo lì, con le voci dei protagonisti del film che salgono sopra le ultime note di chitarra e che, tutto sommato non ci stanno male, anzi ora non ne potrei più fare a meno…