Poi una volta (6)

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Era il 22 aprile del 1993 ed eravamo nel campo sportivo della scuola di Pontesanto – dove io avevo frequntato le elementari – e dove non avevo mai giocato prima (e non sarebbe mai più successo… almeno fino ad oggi). La dizione della sfida era Selezione Giornalisti contro Piloti di Formula Uno. Già allora, nonostante l’età non fosse poi così avanzata, la mia forma fisica era piuttosto approssimativa e non sgomitavo certo per essere in campo dal primo minuto. Ricordo solo due cose di quella mia esibizione: marcare Michael Schumacher mi appariva come rincorrere Maradona e la soddisfazione nel dare un calcio a Flavio Briatore, che era ospitato nella squadra dei piloti ma non appariva molto più scattante di me. Della panchina, invece, oltre al convalescente Marco Isola ricordo la presenza dell’allora fidanzata di Francesco Baccini, incomprensibilmente tagliata dal fotografo… Perdemmo. Sonoramente. E per questo non affrontammo mai la Nazionale Cantanti.

Pronostico provvisorio, senza cautele e sperando di prendere un abbaglio

Tutto il pezzo è fatto per mostrare una delle cose più emozionanti che ho visto nel viaggio a Madrid allo stadio Santiago Bernabeu

Tutto il pezzo è fatto per mostrare una delle cose più emozionanti che ho visto nel viaggio a Madrid allo stadio Santiago Bernabeu

Qualche giorno fa il mio amico Rudi Ghedini – al quale mi legano sentimenti profondi di affetto, nonostante non sia mai (dico mai) d’accordo con lui su due cose fondamentali della vita: la politica e il calcio – si è lanciato in una sua ennesima previsione sbagliata sul prossimo campionato di calcio. Per dimostrare anche in questo “campo” la supremazia del pensiero lungo rossonero mi esibirò anch’io sullo stesso tema ed eventualmente presterò il fianco allo scherno di chi tra qualche mese verrà a fare le pulci a questo post… E comunque sul tema si farà una verifica a fine mercato…

1. La Juventus è ancora la favorita d’obbligo. A favore ha una buona campagna acquisti e l’innesto, in un corpo già molto forte, di giovani affamati e pieni di doti atletiche e tecniche oltre che l’esperienza di Khedira e la forza fisica di Mandzukic. Non credo che sia più forte dello scorso anno, anche se arriverà un trequartista, ma la differenza con le altre era talmente ampia che non vedo nessuno in grado di superarla. Certo vincere 5 volte di fila non è contemplato in natura e l’allegrimania potrebbe dovere fare i conti con la sfortuna (che l’anno scorso non si è presentata alla porta, se non in rarissime occasioni).

2. La Roma si è molto rafforzata. Per la prima volta nella storia del millennio potrebbe anche fare a meno di Totti. Se Salah sarà un parente di quello visto con la Viola e darà un minimo di continuità al suo rendimento i conti per la Magica potrebbero anche tornare. E’ una prova difficile anche per Garcia che deve dimostrare una duttilità e una capacità di cambiare le carte in tavola a seconda degli avversari che si trova di fronte che fino ad oggi non ha fatto vedere. Avere venduto al Milan due riserve per 50 milioni è stata un’operazione di grande impatto sulle casse del club, vedremo quali saranno i risultati sul campo.

3. I nostri cugini dell’Inter. Nonostante le non mirabolanti prestazioni in precampionato (ma siamo ancora al 12 agosto) gli acquisti sono interessanti e di qualità. Non ho mai apprezzato Mancini, ma la sua capacità di farsi comprare chi vuole da chiunque è una qualità non comune. Credo che il suo 4-3-3 potrebbe funzionare e diventare la terza forza del campionato (che con questo giro di calciomercato è certamente salito di livello rispetto agli scorsi anni).

4. Nonostante sia un cantiere aperto dico Napoli. Sarri può essere Sacchi oppure Orrico, ma in ogni caso ha bisogno di tempo e se De Laurentiis avrà pazienza credo che le qualità della squadra potrebbero emergere. Certo molto dipenderà da Higuain, ma credo che questo anche per lui possa essere un anno cruciale e uno della sua qualità non dovrebbe fallire.

5. Ci siamo noi, la squadra più titolata al mondo (che che ne dicano tabelle farlocche che ho visto in giro), dopo il Real Madrid. Il Milan ha finalmente un allenatore e ha fatto fino ad ora un mercato dispendiosissimo, ma intelligente. Certo se dovesse arrivare Ibra, la sola sua presenza varrebbe almeno due posizioni in classifica più in alto, ma ad oggi pare che questa sia un’illusione e un’eventualità difficile anche solo da annoverare tra i sogni. Se davvero fossero un po’ più che voci i possibili arrivi di Adam Maher del PSV Eindhoven e anche di Yuri Tielemans dell’Anderlecht il discorso potrebbe essere molto più interessante. Ma ad oggi Inter e Napoli sono più forti del Milan (oltre alle altre due inarrivabili).

6. Più o meno sullo stesso piano (con possibilità di sorpresa soprattutto per la Viola) vedo Lazio, Fiorentina e Genoa. Mi piace molto Paulo Sousa, ma la campagna acquisti è stata fin qui molto deludente.

7. Mi aspetto una buona annata dal Bologna, che potrebbe essere la sorpresa del campionato, anche se deve fare arrivare un po’ di altri rinforzi. Il Torino potrebbe anche inserirsi più avanti di questa fascia: dalla sua l’affidabilità di Ventura e i nuovi giovani (in particolare Zappacosta) che mi sembrano destinati ad un grande avvenire.

8. La delusione dell’anno secondo me sarà la Sampdoria. Non so se dovrà lottare per restare in A, ma credo che si dovrà molto più preoccupare di chi ha dietro rispetto a che avrà davanti.

9. Sono curioso di vedere il Sassuolo.

10. Frosinone, Empoli e forse (purtroppo) Carpi mi sembrano le più serie candidate alla retrocessione, con l’aggiunta dell’Atalanta se gli emiliani faranno miracoli.

Non prendetelo come la prosecuzione della lettera di Staino a Cuperlo con altri mezzi (nonostante la mia incolpevole presenza sulla scena della polemica politica di agosto).

Era febbraio ad una cosa della Sinistra Dem a cui ero andato per salutare Sergio... Da come guardo Gianni si dovrebbe capire che sono molto più d'accordo con Staino che con Cuperlo

Era febbraio ad una cosa della Sinistra Dem a cui ero andato per salutare Sergio… Da come guardo Gianni si dovrebbe capire che sono molto più d’accordo con Staino che con Cuperlo

Poi Una Volta (3)

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Poi Una Volta (3)

Poi una volta arrivò il giorno di appendere le scarpette al chiodo. La chiamammo “L’Ultima Partita del Millennio”. Si scelse una data evocativa: il 26 dicembre 1999. Il campo era quello de La Stalla. Giocammo al limite delle nostre possibilità, il primo tempo cominciò con un sole che prometteva una temperatura accettabile. Man mano che passava il tempo la temperatura scendeva e all’inizio del secondo tempo cominciò a nevicare e il termometro, di lì a poco scese sotto lo zero. Analogo andamento aveva anche il risultato che si fermò con un rigido -5. Un finale di partita da dimenticare. Alcuni continuarono a giocare anche negli anni successivi. Per me furono gli ultimi 90 minuti dentro il campo. La sera, dopo la grande fatica, una cena natalizia, se non ricordo male a Varignana.

Roberto Rosato

Il 20 giugno del 2010 ho saputo della scomparsa di uno di quei giocatori che non faceva notizia, ma era un pilastro della difesa del Milan e della Nazionale. Soprattutto è stato un uomo di cui tutti i compagni di squadra e i tifosi potevano fidarsi.

Il calcio italiano piange Roberto Rosato. L’ex stopper della nazionale campione d’Europa nel 1968, è morto questa notte a Chieri (Torino) a 66 anni. Rosato in carriera ha giocato per Torino, Genoa e Milano e, soprattutto al club rossonero ha legato il suo nome. Con la squadra di Milano in sette anni ha vinto uno scudetto, 4 coppe Italia, una coppa dei Campioni, una coppa Intercontinentale e due coppe delle Coppe. (Corriere)

Italia Germania Messico

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Roberto Rosato e Karl-Heinz Schnellinger prima di italia - Germania, la differenza tra le due squadre

Lo stopper era il ruolo più anonimo e senz’anima che ci potesse essere. Almeno me lo figuravo così: non ricordo di avere ammirato qualcuno che giocasse in quel ruolo fino a Messico ’70. Poi mi capitò spesso di giocare in quel ruolo, senza fare cose particolarmente brillanti… ma il calcio giocato non faceva molto per me. Una delle cose più incredibili che ho nella mente, però, è un salvataggio lassù con i piedi subito sotto la traversa ad Albertosi battutissimo (lo vedete al minuto 12 del video qui sopra). Un intevento che ha fatto sì che quell’Italia – Germania fosse La Partita Perfetta. Roberto Rosato, silenzioso, educato era un giocatore gentile, tanto che lo chiamavano Faccia d’angelo. E’ questo stile sobrio ed elegante che mi ha fatto capire e amare di più il calcio, anche perchè – come tutti – tendevo a guardare molto più la fase d’attacco, piuttosto che i movimenti là dietro. Poi Rosato è un pezzo del primo Milan che ho tifato, anche questo mi ha fatto molto affezionare a lui. Le persone lasciano delle scorie nel cuore delle persone e quando questo materiale è di buona qualità, vuol dire che c’erano dei sentimenti profondi che legavano le persone ai tifosi (in altri campi ai militanti). Per ricordare Rosato c’è anche un gruppo su facebook e sono ancora tanti quelli che amano un calcio che non ci può più essere.