Seguiti su Intagram (6): Artnafir

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Nafir è un artista Iraniano autodidatta, nato a Tehran, le cui opere sono influenzate dall’arte e cultura Iraniane tradizionali. Lui stesso si definisce uno street artist “vandalo”, la sua arte si focalizza sui problemi sociali dell’Iran e di tutto il mondo. Nafir inizia a taggare nel 2008 in strada e col passar del tempo prova a fare lavori veloci a spray su muri affollati in Iran, per combattere contro la censura politica e per sollevare numerosi problemi sociali“. (Memorie Urbane)
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Per motivi facilmente comprensibili la vera identità di Nafir è tenuta segreta in patria e attorno al suo nome si è creata un’aura di mistero. E’ il Banksy iraniano. Insomma una volta ebbe a dichiarare che durante il giorno conduce una vita da iraniano normale, mentre la notte si trasforma nel “pittore clandestino” e, ovviamente, illegale.
Pare che ci sia una corsa contro il tempo delle autorità iraniane che normalmente riescono a cancellare le sue opere normalmente nel giro di 24 ore
Cose sue si possono trovare (e acquistare) on line e io l’ho scoperto grazie a Instagram, qui.

Scola e il fanciullino che era in lui

Platone in “Fedone” fa dire a Cebete, rivolto a Socrate: “Maestro, noi siamo qui ad ascoltarti, ma siamo impauriti, tu stai parlando della morte e della sopravvivenza dopo la morte e noi siamo, di fronte a questi discorsi, impauriti, come bambini nel buio, che cosa ci dici per toglierci questa paura?” E Socrate risponde a questi suoi allievi: “Ma io non ho nessuna intenzione di aiutarvi, questo fanciullino dovete coltivarlo dentro di voi, dovete conservarlo, dovete mantenerlo. Il bambino ha paura del buio perché in quel buio vede più cose di quelle che voi vedete. Il bambino, per via intuitiva, arriva a verità che voi non raggiungerete mai. Per questo dovete conservare questo fanciullino, non vi toglierò certo io le paure”. Più o meno lo stesso discorso lo ha ripreso molti secoli dopo Pascoli nel “Fanciullino” ed è la stessa teoria. Ognuno di noi ce l’ha dentro, solo che non dobbiamo perderlo, anche quando siamo intelligenti e progrediti, non lo dobbiamo perdere. Sia pure in un angolo della nostra anima, quel fanciullo ci deve accompagnare sempre, fino alla morte, perché senza di lui la nostra immaginazione si spegne, lasciandoci adulti dimezzati, creature diminuite, e quindi con paure ancora maggiori.

[Ettore Scola, Torino, 8 agosto 2010]

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Ettore Scola a Torino, alla Festa Democratica, l’8 agosto 2010

Marlborough Street, Boston, quarant’anni fa

Ci sono molti siti dove si trovano delle foto che hanno fatto la storia del fotogiornalismo. Questa così impressionante ha vinto il Pulitzer del 1975.

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Stanley J. Forman immortala un momento drammatico durante l’incendio di un palazzo in Marlborough Street a Boston. La ragazza più grande (la prima dal basso) purtroppo muore nella caduta dalla scala antincendio, ma la piccola bambina viene salvata dalla presa al volo di un pompiere accorso sul luogo della catastrofe.

La foto fece una grande impressione non solo negli Stati Uniti, naturalmente. Fu soprattutto importante perchè dopo questo reportage cambiarono le norme in materia di prevenzione degli incendi e diventarono molto più severe. (fotogalleria.eu)

L’universale problema della catarsi

Una volta, tent’anni fa (… mamma mia sono veramente già 30 anni, perchè era il dicembre del 1985…) insieme a Rudi Ghedini e alla FGCI di Bologna ebbi la fortuna di organizzare un convegno che aveva come momento clou il “Processo a John Rambo”. Visto il successo che hanno avuto le repliche in tv in queste settimane forse varrebbe la pena farne una remake… ma non è di Rambo che voglio parlare. Voglio raccontare una piccola cosa su Jan Fabre.

Allora che cosa c’entra questo flash back?

C’entra perchè ad un certo punto del processo bolognese si presentò un testimone più o meno spontaneo, che però  conosceva fatti che potevano orientare il giudizio del giudice. Era Umberto Eco al quale il presidente della giuria, Beniamino Placido, chiese: Ma che cosa pensa delle persone che imitano Rambo negli atteggiamenti e nel modo di vestire? Eco li limitò a dare una risposta “tecnica” parlò dell'”universale problema della catarsi” e disse: “a mio parere è più probabile che abbiano effetto catartico e purificatore le opere d’arte mentre le opere commerciali corrano il rischio di suscitare l’imitazione dagli imbecilli”

Di tanto in tanto mi è capitato di pensare all'”universale problema della catarsi”… No, non sto scherzando. Quando un prodotto commerciale entra nelle abitudini delle persone, influenza i comportamenti è giusto chiedersi quali corde degli strumenti in dotazione al nostro cervello ha sollecitato. Da quale pertugio è passata quell’idea e perchè non è venuto in mente a me prima che agli altri. Se avessimo una risposta chiara saremmo tutti proprietari della Apple e faremmo film, libri, programmi televisivi, siti web di enorme successo.

Ma sabato pomeriggio sono andato al Teatro Argentina perchè Emiliano Montanari ed Enrico Ghezzi hanno seguito con una diretta web un lavoro eccezionale di Jan Fabre (organizzato da RomaEuropa festival) e di questo artista di cui sapevo pochissimo ho letto una dichiarazione:

«Sì, la catarsi e il sogno. Catarsi è condividere realmente con il pubblico uno spazio, assistere insieme al sorgere del sole e all’affievolirsi della luce al tramonto. Abituati come siamo alle connessioni veloci sui social network, l’esperienza risulta davvero spiazzante». Il sogno? «La tragedia greca è fortemente legata alla dimensione del sogno. Vi abbondano le premonizioni, gli oracoli… Lo stato d’insonnia, che ci accomunerà da un certo punto in poi, aiuterà a recuperare quel legame profondo». I performer tracollano. «Così ci si libera della maschera intellettuale e delle trappole del teatro tradizionale. Pubblico, e attori insieme».

E cosa ha messo in scena Fabre? Uno spettacolo che è cominciato alle 19 di sabato pomeriggio ed è finito alle 19 di domenica. E’ stata la sua monumentale risposta all'”universale problema della catarsi”. E’ stato un successo. E devo dire che è stata per me una risposta davvero entusiasmante…

Se qualcuno si chiede che cosa ci facessi lì… io facevo le foto…

Siamo alla settima ora di spettacolo, le due di notte. qualcuno schiaccia un pisolino - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Siamo alla settima ora di spettacolo, le due di notte. qualcuno schiaccia un pisolino – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Emiliano Montanari, Germano Celant ed Enrico Ghezzi alla quarta ora di spettacolo - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Emiliano Montanari, Germano Celant ed Enrico Ghezzi alla quarta ora di spettacolo – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

La preparazione un'ora prima dell'attacco, qui c'è Fabre in mezzo ai suoi attori - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

La preparazione un’ora prima dell’attacco, qui c’è Fabre in mezzo ai suoi attori – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Sono le 19 del sabato: si comincia - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Sono le 19 del sabato: si comincia – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

La regia di www.egh.guru - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

La regia di http://www.egh.guru – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Uno degli attori si prepara al gran finale siamo alle 16 della domenica - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Uno degli attori si prepara al gran finale siamo alle 16 della domenica – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Uno dei tanti saluti finali durante i 40 minuti di applausi - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Uno dei tanti saluti finali durante i 40 minuti di applausi – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Sono le 3 di domenica, il momento di una sosta - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Sono le 3 di domenica, il momento di una sosta – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

La fine liberatoria - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

La fine liberatoria – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Gli artisti stanchi ma credo soddisfatti - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Gli artisti stanchi ma credo soddisfatti – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Il pubblico italiano è quello che per il momento ha resistito di più e meglio alla maratona di Fabre - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Il pubblico italiano è quello che per il momento ha resistito di più e meglio alla maratona di Fabre – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Decine di interviste nelle 24 ore su www.egh.guru - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Decine di interviste nelle 24 ore su http://www.egh.guru – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

I saluti - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

I saluti – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Applausi per tutti dopo questa maratona che non sembrava finire mai - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Applausi per tutti dopo questa maratona che non sembrava finire mai – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Ok, vediamo cosa si inventerà la prossima volta Jan Fabre - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Ok, vediamo cosa si inventerà la prossima volta Jan Fabre – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

I lettini sono pieni, ma molti fanno la fila per il bar alle 3 del mattino - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

I lettini sono pieni, ma molti fanno la fila per il bar alle 3 del mattino – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Lettini e chiacchiere alle 3 del mattino - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Lettini e chiacchiere alle 3 del mattino – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Quelle lucine in fondo corrispondono agli attori che dormiranno un'ora prima di riprendere lo spettacolo: questa scena si ripeterà tre volte - Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Quelle lucine in fondo corrispondono agli attori che dormiranno un’ora prima di riprendere lo spettacolo: questa scena si ripeterà tre volte – Foto dalla 24 ore di Mount Olympus al Teatro Argentina di Roma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2015

Calcutta

Lo diceva tua madre non andare su Youporn.
Mi annoiavo alle feste,
mi annoiavo alle cene
e alla fine ho pensato che il sorriso è una paresi se vedi bene.
 * * *
Non ho molto da aggiungere a questa recensione del prossimo disco, in uscita a Novembre, di Calcutta. Non mi ha colpito dal punto di vista “teorico”. Mi ha colpito, invece, il suo essere in sintonia con questo tempo.
I testi di questo ragazzo mi sembrano davvero una delle poche “cose nuove” che ho visto in giro in questi mesi. In realtà il merito di questa scoperta è di Giorgio Cappozzo che è stato assai colpito da questo video, che in effetti è notevole.
Cosa mi manchi a fare” mi piace un sacco, anche l’idea del video.
Su OndaRock leggo: “Prendete il caso di Edoardo Calcutta: una chitarra suonata in maniera elementare, in alcuni passaggi quasi fuori metrica, l’incedere incerto e caracollante di un cantato trascinato e svogliato, strofe che paiono figlie di un liceale confuso e distratto, costruzioni che sembrano stare in piedi a fatica. Ma alla fine questo approccio “insicuro” lascia il segno, trasformando le apparenti debolezze in virtù, in veri e propri punti di forza, in caratteristiche fondamentali per interpretare una forma di cantautorato sghembo, sgangherato“.
Insomma l’indolenza che diventa arte… altro che “La Grande Bellezza”…