Anna Magnani e Marlon Brando

Indro Montanelli aveva una grande ammirazione per Anna Magnani e lei lo andava a trovare di tanto in tanto. Nel suo libro “Soltanto un giornalista” racconta questo episodio:

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Marlon Brando, Anna Magnani and Joanne Woodward in The Fugitive Kind, 1960

Marlon Brando, Anna Magnani and Joanne Woodward in The Fugitive Kind, 1960

Anna Magnani fu l’attrice più congeniale [al Neorealismo] perché tutto, con lei, diventava drammatico e plebeo. Se rideva, era la risata d’una baccante. Se piangeva ere il pianto di una laminatrice lucana. Io la chiamavo la mia sauna: quando annunciava una sua visita – ma di solito piombava senza annunziarla – l’unica cosa che ignoravo era se si sarebbe cominciato dal caldo o dal freddo. Ma sotto sotto era irresoluta, timida e umbratile. Un giorno mi convocò terrorizzata al suo albergo a New York dove Marlon Brando, che non aveva mai incontrato, le aveva preannunciato una visita. Dopo qualche minuto di conversazione, anzi di monologo perché Anna, che se lo beveva con gli occhi, per soggezione non aveva proferito verbo, come se nulla fosse Brando le prese la testa tra le mani e se l’attirò sulle ginocchia. Anna era come paralizzata dallo stupore. Ma dopo un po’ le si accese un guizzo negli occhi. E girandosi verso di me sussurrò: “Aò, vedi un po’ d’annattene”.

Anna Magnani e Marlon Brando

Anna Magnani e Marlon Brando