Quattro anni dopo Ora di Jovanotti

Sto ascoltando il nuovo disco di Jovanotti e tra un po’ pubblicherò qui quello che penso. Per capire se ci prendo o no sono andato a vedere cosa scrivevo 4 anni fa a proposito di Ora, che mi era piaciuto, ma forse meno di Lorenzo 2015 CC… Il post per la precisione era del 25 gennaio 2011. 

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Ho ascoltato il nuovo disco di Jovanotti… Mi è piaciuto. Ora scrivo questo, ma non è un giudizio definitivo…
Il Più Grande Spettacolo Dopo il Big Bang. Una canzone che avrà un successo grandioso, fatta di una passione travolgente e fracassona (in senso buono). Ritrova – dopo quello del credere in una grande chiesa da Che Guevara a Madre Teresa – il gusto degli elenchi (un incontro Saviano – Jovanotti sarebbe da fare nella prossima stagione televisiva). “Altro che luna park, altro che il cinema, altro che internet, altro che l’opera, altro che il Vaticano, altro che Superman, altro che musica, altro che il Colosseo, altro che che America, altro che l’extasi, altro che nevica, altro che Rolling Stones, altro che football, altro che Lady Gaga, altro che oceani, altro che le astronavi, altro che il sabato, altro che la tv, altro che chiacchiere,… il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi, io e te”. Rimane attaccata. *****

Quando Sarò Vecchio. Quando sarò vecchio, sarò vecchio. Di sbagli inevitabili ne avrò fatti duecento: darò del cretino a chi mi pare. Allegra canzone contro le prepotenze. Semplice e divertente. C’è del Nino Rota e fiati che sembrano fisarmoniche: una musica da festa di paese o da circo. ***

La Bella Vita. Jovanotti la canta con Amadou & Mariam: due miti della musica dell’Africa subsahariana. Abitano a Londra ma sono del Mali uno dei paesi più musicali del “Continente Nero”, dove si svolge il più bel festival di musica popolare del mondo (qualcosa vorrà dire). Omaggio all’Africa: l’Afrique c’est chic… Il sudore come un diamante sul sopracciglio. Racconta in meno di 5 minuti il continente allegro e vivo come un bambino. Un bel tributo intelligente e forte. Potrebbe essere la sigla del festival del Cinema di M’Boro sur Mer, che comincia fra dieci giorni in un paese lì vicino, il Senegal. *****
Battiti di ali di farfalla. Un normale funk da ballare interpretato con Michael Franti. Battiti di ali di farfalla che diventano un uragano sulla mia mano! Un uomo è sempre qualcosa in più di un uomo, un uomo è sempre qualcosa in meno di un uomo… Nei concerti su questo brano si scatenerà. ***
La Notte dei Desideri. All’inizio recitata poi parte con un ritmo elementare: vedo stelle che cadono nella notte dei desideri. Strofe popolari e il ritorno alla vertigine (come voglia di volare) del viaggio, e quella degli occhi della donna che si ama. Divertente. Leggera. ***
Io Danzo. La tecnologia, la privacy, la pubblicità, i controlli, l’informazione manipolata, il timbro della mano quando si esce dal locale… ma la danza è libertà: “eppure non mi sono mai sentito così libero, perchè io danzo, sulla frontiera”. Una sorta di guida alla sopravvivenza… Il funky che piace a Jovanotti, quello che io amo un po’ meno. ** Nella versione deluxe che si trova sull’Apple Store ci sono anche: La Frontiera ** (con un campionamento di Battiato divertente) e Io Danzo (Remix) * sono altre versioni di questo brano. Dabadabadance. La Medicina ** (funk tecnologico che contiene un nuovo elenco). Go!!!!!! * Kebrilla *** (Un altro elenco rap tutto in ordine e nulla a posto: bombe e diamanti che brillano nel cuore)… Tutti pezzi da ballare.
Spingo Il Tempo al Massimo. Cavalcata veloce, in cerca del limite: vertigine/voragine. Tra le tracce ritmate è quella che mi piace di più… Spingo il tempo al massimo, bassi al massimo, viaggio allucinato, deformato, elettronico e straniato in un tunnel sonoro apparentemente semplice. ***
Amami. Un vorace rapporto fisico con la musica. “Amami come se avessimo solo un giorno per far l’amore. Amami come se fossimo soli al mondo”. Ritmo e passione. **
Tutto L’Amore Che Ho. La conosciamo. Bella. ****
Ora. Bellissima. La canzone che dà il titolo al disco è uno dei pezzi che ci terremo in testa per il resto della vita. Non c’è montagna più alta di quella che non scalerò. Non c’è scommessa più persa di quella che non giocherò. Dicono che è vero che noi siamo fermi ma è il panorama in movimento. Ottimista. Positivo. Buono. Sereno. Un faro di fiducia nel cinismo del nostro tempo. *****
Le Tasche Piene Di Sassi. “Passano alcune musiche ma fanno tremare la terra” e questo brano potrebbe far tremare la terra dei quindicenni. E’ un notte prima degli esami del 2011. A me piace anche quando canta: Fono folo stafera fenza di te, mi hai lasciato da folo davanti a scuola… Bella. ****
L’Elemento Umano. Si nasce in un posto, si prende una barca per arrivare dove potere nascere ancora. Riflessione più impegnata sulla vita, le illusioni della modernità (ci facciamo del male per abitudine): inno alla libertà. Niente paura, la politica è lontana mille miglia. ***
La Festa Infinita. Con la luce negli occhi con il ritmo nel cuore: c’è un leone nel gatto e un diamante nel sasso… è una festa infinita la vita. Un funky – rap più meno tirato degli altri, ma un Jovanotti sempre luminoso e positivo. **

Un’Illusione. Brano che continua A Te, anche se più minimalista e descrizione di una passione dolce. Una canzone d’amore senza remore e senza freni. “Nella vita mia niente mi appartiene tranne quegli istanti in cui insieme noi siamo stati bene, guarda queste mani, guarda quante linee, le casualità mi han portato qua con che precisione…” Molto bella. ***

L’Elemento Umano. La versione lunga (finora avevo sentito solo quella acustica), di 5 minuti, è molto bella. Anche musicalmente si tratta sono sperimentate soluzioni elettroniche e ****

I Pesci Grossi. Improvvisazioni storiche e stravaganze tecnologiche con Cesare Cremonini che canta “ho visto un posto che mi piace si chiama mondo”. Visionario. Se avessi un’idea fissa sarei lapide… Un altro “Rap lento”. **

La Porta è Aperta. Ogni cosa mi mostra un aspetto dei milioni di aspetti che ha. La complessità cantata, iperboli di parole che lasciano una porta aperta ai sentimenti, alle paure, alle speranze. Una mutazione della condizione umana che ritorna naturale con l’aria e la natura… la sento! Per la fine del mondo è prevista una festa che comincia da adesso.

Rosso D’Emozione. un pezzo che poteva stare in Capo Horn. Elogio del viaggio. Rap con ritornello, da ballare. Penso. **

Sul Lungomare Del Mondo. Reggae molto divertente. Questo sarà il tormentone del prossimo periodo. “Non mi han convinto i pessimisti, non mi han convinto i disonesti,non mi han persuaso i persuasori, io seguo il ritmo lampioni sul lungomare de mondo. Pezzo estivo, leggero, allegro, intelligente, fulmineo. Mi piace un bel po’. *****

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